Il Consiglio comunale si riunisce in seduta strordinaria insieme all'associazione dei familiari delle vittime, numerosi esponenti del mondo culturale, politico, presidenti e consiglieri di quartiere, autorità civili e militari, per commemorare i morti della strage alla stazione ferroviaria di Bologna.
Prende la parola l'assessore Gabriele Gherardi che ricorda gli avvenimenti del 2 agosto 1980 e legge alcuni dei numerosi messaggi di solidarietà giunti alla città: quello del presidente della Repubblica, Sandro Pertini,; del presidente del Senato, Amilcare Fanfani; del presidente del Consiglio dei Ministri, Giovanni Spadolini; del presidente del Parlamento europeo, Peter Dankert; del vice presidente della Corte costituzionale, Antonino De Stefano; del procuratore generale e del primo presidente della Corte suprema di Cassazione di Roma, Sofo Borghese e Mario Berri; del presidente della Corte d'Appello di Bologna, Giuseppe Delfini; dei capitani di reggimento della Repubblica di San Marino, Giuseppe Maiani e Marino Venturini; del presidente dell'Assemblea di Zagabria, Mato Mikic; del sindaco di Valencia, Ricard Pérez Casado; del sindaco di Tolosa, Pierre Baudis; del presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Sergio Marvelli, del presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mario Colli; del presidente della Giunta regionale ligure, Alberto Teardo; del segretario della confederazione europea dei sindacati, Mathias Hinterscheid; della Lega internazionale per i diritti umani; del segretario del comitato per i diritti fondamentali e la democrazia, Klaus Vack; di Colard Helen Drouhard, madre di Brigitte, una giovane morta nella strage.
Il sindaco Renato Zangheri chiude la seduta e l'assemblea si reca in corteo alla stazione di Bologna.
