Alla fine del 1945 viene nominato un Consiglio comunale consultivo e quindi non elettivo, in attesa delle prime libere elezioni amministrative del dopoguerra. E' un Consiglio che fa da "ponte" alla nuova democrazia ed è composto da ottanta rappresentanti politici della città, dieci per ciascuno dei sei partiti antifascisti che compongono il Comitato di liberazione nazionale; sei sono nominati dall'Anpi a cui si aggiungono il Sindaco e i tredici assessori della Giunta.
