Home
Cerca

Elezione del Presidente e del Vice Presidente del Consiglio Comunale

Presidente Simona Lembi,

Presidente LEMBI Come da tradizione, io e la mia collega diremo alcune brevissime cose al Consiglio, anche per dare l’esempio per gli interventi successivi. Signor Sindaco, Signori e Signore Consigliere del Consiglio Comunale di Bologna, innanzitutto grazie per la fiducia che mi avete dato con il vostro voto, lavorerò senza risparmiarmi per esserne all’altezza. Prenderò solo pochi minuti per dire l’unica cosa che mi sta a cuore oggi, e cioè che oggi è una buona giornata. Una giornata nella quale abbiamo una buona notizia e la buona notizia non è tanto il fatto che il Consiglio Comunale è composto per un terzo da donne. Certo è una gran bella cosa. Questa è la più alta presenza di donne in questo Consiglio dal dopoguerra ad oggi per dire in Parlamento siamo ancora sotto al 20%, ma più che gioire di questo possiamo dire “Era ora”. Sento una grande responsabilità nell’essere la prima donna a presiedere e rappresentare questo Consiglio e non posso non ricordare con emozione che questo anno ricorrono i sessantacinque anni dal primo voto alle donne che fu anche il voto con il quale si ricostituì questo Consiglio dopo la dittatura e voglio ricordarle: Ester Capponi, Giovanna Giardini, Anna Serra, Vittorina Tarozzi che furono le prime nel ’46 a prendere posto tra questi banchi. Sono passati sessantacinque anni, letteralmente una vita. È bello che oggi siamo più del 30% ma diciamo per la parità dobbiamo ancora lavorare a partire da questo Consiglio e dalle proposte che avanzeremo. La buona notizia non è nemmeno l’età media di questo Consiglio, che è sui 45 anni. Anche in questo caso tutti sappiamo che l’età media degli amministratori italiani è alta, spesso troppo alta, e comunque il problema della rappresentanza della questione giovanile nel nostro Paese sia ancora lontano dall’essere risolta. Mi sembra in questo senso molto utile l'entusiasmo e la nuova visione offerta dai giovani che siedono in questo Consiglio Comunale e da coloro che vi siedono comunque per la prima volta. Dunque, la buona notizia non sono tante le donne o i giovani, la buona notizia è un'altra, fondamentale, la buona notizia è che il Consiglio Comunale c’è. Si tratta di un ritorno alla normalità dopo una fase di crisi. E per quale motivo è una buona notizia? La maggior parte di noi pensa che Bologna non sia stata amministrata male in questi ultimi tempi, allora perché preoccuparsi? Non si stava bene anche senza Giunta e senza Consiglio Comunale? In effetti qual è la differenza tra una Giunta o c’era una città commissariata e una città con un Consiglio Comunale in carica? La differenza è enorme ed è essenziale alla democrazia, si chiama “rappresentanza”. Il fatto che solo istituzioni democratiche rappresentative riescono a governare in nome e per conto dei cittadini. Un commissario può essere bravo, può essere sinceramente dedito al bene comune, ma se sono un cittadino una sola persona non basta, non è un interlocutore sufficiente. Se sono un cittadino di Bologna e ho un consiglio, una domanda, posso rivolgermi ad un consigliere magari di maggioranza? Se devo denunciare un torto, se ho un motivo per protestare, posso rivolgermi ad un consigliere di minoranza o maggioranza? Sono loro i miei interlocutori, i miei rappresentanti, coloro che ho scelto. Questa è la democrazia: un processo che funziona dal basso, dai cittadini verso le istituzioni. Abbiamo imparato in questi anni che la democrazia dall’alto, quella che procede dalle istituzioni verso i cittadini è anemica e monca, quindi questo sì è un grande motivo per festeggiare: Bologna è tornata se stessa, ha nuovamente rappresentanti eletti dai cittadini e siedono in questa Aula. Mi sento di sottolineare tutto questo perché oggi si parla moltissimo di sfiducia nei partiti e di sfiducia nelle istituzioni. Oggi le istituzioni siamo noi, siamo queste persone in carne ed ossa e il nostro compito principale sarà fare sì che questa sia una casa di vetro, un luogo accessibile, un luogo che prende decisioni nell’interesse 2 ed in rappresentanza della Città. Per svolgere al meglio questo impegno avrò bisogno di collaborazione continua, dei tecnici del Comune di Bologna che voglio ringraziare fin d’ora per la disponibilità di questi giorni e a cui mi rivolgerò sempre. Avrò bisogno dei consigli costanti da parte di questa Aula e – lo anticipo fin da ora – nelle fasi più delicate e impegnative di questo mandato non esiterò a rivolgermi ai miei predecessori, perché in questo costante e necessario bisogno a ricambio generazionale sento l’esigenza di trasmissione di saperi, di pratiche, di esperienza tra generazioni diverse per impedire a chiunque, sia per la prima volta in questa Aula, di ricominciare tutte le volte daccapo come se alle spalle non ci fosse nulla. Per questo non esiterò a rivolgermi ai professori Flamigni, Marchetti, Sofri e soprattutto a Maurizio Cevenini al quale, per tanti aspetti, va la mia riconoscenza. Voglio chiudere, anche in modo insolito, dedicando il mio mandato a delle persone che meritano secondo me più riconoscimenti e attenzione, le "dade" del Comune di Bologna, dei nidi e delle materne, glielo dedico perché sono persone normali che fanno un lavoro faticoso ma utile e prezioso a tutti. Credo che questa sia una ambizione alta per tutti noi, un principio al quale ispirarci, essere persone normali, fare un lavoro normale anche se impegnativoPresidente Simona LEMBPresidente Simona Lembi Come da tradizione, io e la mia collega diremo alcune brevissime cose al Consiglio, anche per dare l’esempio per gli interventi successivi. Signor Sindaco, Signori e Signore Consigliere del Consiglio Comunale di Bologna, innanzitutto grazie per la fiducia che mi avete dato con il vostro voto, lavorerò senza risparmiarmi per esserne all’altezza. Prenderò solo pochi minuti per dire l’unica cosa che mi sta a cuore oggi, e cioè che oggi è una buona giornata. Una giornata nella quale abbiamo una buona notizia e la buona notizia non è tanto il fatto che il Consiglio Comunale è composto per un terzo da donne. Certo è una gran bella cosa. Questa è la più alta presenza di donne in questo Consiglio dal dopoguerra ad oggi per dire in Parlamento siamo ancora sotto al 20%, ma più che gioire di questo possiamo dire “Era ora”. Sento una grande responsabilità nell’essere la prima donna a presiedere e rappresentare questo Consiglio e non posso non ricordare con emozione che questo anno ricorrono i sessantacinque anni dal primo voto alle donne che fu anche il voto con il quale si ricostituì questo Consiglio dopo la dittatura e voglio ricordarle: Ester Capponi, Giovanna Giardini, Anna Serra, Vittorina Tarozzi che furono le prime nel ’46 a prendere posto tra questi banchi. Sono passati sessantacinque anni, letteralmente una vita. È bello che oggi siamo più del 30% ma diciamo per la parità dobbiamo ancora lavorare a partire da questo Consiglio e dalle proposte che avanzeremo. La buona notizia non è nemmeno l’età media di questo Consiglio, che è sui 45 anni. Anche in questo caso tutti sappiamo che l’età media degli amministratori italiani è alta, spesso troppo alta, e comunque il problema della rappresentanza della questione giovanile nel nostro Paese sia ancora lontano dall’essere risolta. Mi sembra in questo senso molto utile l'entusiasmo e la nuova visione offerta dai giovani che siedono in questo Consiglio Comunale e da coloro che vi siedono comunque per la prima volta. Dunque, la buona notizia non sono tante le donne o i giovani, la buona notizia è un'altra, fondamentale, la buona notizia è che il Consiglio Comunale c’è. Si tratta di un ritorno alla normalità dopo una fase di crisi. E per quale motivo è una buona notizia? La maggior parte di noi pensa che Bologna non sia stata amministrata male in questi ultimi tempi, allora perché preoccuparsi? Non si stava bene anche senza Giunta e senza Consiglio Comunale? In effetti qual è la differenza tra una Giunta o c’era una città commissariata e una città con un Consiglio Comunale in carica? La differenza è enorme ed è essenziale alla democrazia, si chiama “rappresentanza”. Il fatto che solo istituzioni democratiche rappresentative riescono a governare in nome e per conto dei cittadini. Un commissario può essere bravo, può essere sinceramente dedito al bene comune, ma se sono un cittadino una sola persona non basta, non è un interlocutore sufficiente. Se sono un cittadino di Bologna e ho un consiglio, una domanda, posso rivolgermi ad un consigliere magari di maggioranza? Se devo denunciare un torto, se ho un motivo per protestare, posso rivolgermi ad un consigliere di minoranza o maggioranza? Sono loro i miei interlocutori, i miei rappresentanti, coloro che ho scelto. Questa è la democrazia: un processo che funziona dal basso, dai cittadini verso le istituzioni. Abbiamo imparato in questi anni che la democrazia dall’alto, quella che procede dalle istituzioni verso i cittadini è anemica e monca, quindi questo sì è un grande motivo per festeggiare: Bologna è tornata se stessa, ha nuovamente rappresentanti eletti dai cittadini e siedono in questa Aula. Mi sento di sottolineare tutto questo perché oggi si parla moltissimo di sfiducia nei partiti e di sfiducia nelle istituzioni. Oggi le istituzioni siamo noi, siamo queste persone in carne ed ossa e il nostro compito principale sarà fare sì che questa sia una casa di vetro, un luogo accessibile, un luogo che prende decisioni nell’interesse 2 ed in rappresentanza della Città. Per svolgere al meglio questo impegno avrò bisogno di collaborazione continua, dei tecnici del Comune di Bologna che voglio ringraziare fin d’ora per la disponibilità di questi giorni e a cui mi rivolgerò sempre. Avrò bisogno dei consigli costanti da parte di questa Aula e – lo anticipo fin da ora – nelle fasi più delicate e impegnative di questo mandato non esiterò a rivolgermi ai miei predecessori, perché in questo costante e necessario bisogno a ricambio generazionale sento l’esigenza di trasmissione di saperi, di pratiche, di esperienza tra generazioni diverse per impedire a chiunque, sia per la prima volta in questa Aula, di ricominciare tutte le volte daccapo come se alle spalle non ci fosse nulla. Per questo non esiterò a rivolgermi ai professori Flamigni, Marchetti, Sofri e soprattutto a Maurizio Cevenini al quale, per tanti aspetti, va la mia riconoscenza. Voglio chiudere, anche in modo insolito, dedicando il mio mandato a delle persone che meritano secondo me più riconoscimenti e attenzione, le "dade" del Comune di Bologna, dei nidi e delle materne, glielo dedico perché sono persone normali che fanno un lavoro faticoso ma utile e prezioso a tutti. Credo che questa sia una ambizione alta per tutti noi, un principio al quale ispirarci, essere persone normali, fare un lavoro normale anche se impegnativo, purché sia prezioso e utile a tutti. Buon lavoro.

 

Back to top