Dopo una lunga discussione, il Consiglio comunale approva la riforma dell'istruzione elementare comunale. Si stabilisce l'istituzione di due corsi distinti, uno popolare e uno primario, indipendenti l'uno dall'altro. Il corso popolare viene ordinato e programmato in tre anni, viene fissata l'età minima di ammissione degli allievi a sette anni. Vengono determinate disposizioni speciali per le scuole serali, festive e del forese; a favore di queste, si decide di stanziare ogni anno Lire 400 che dovranno essere suddivise tra la Società operaia e l'artigiana, in modo d'aiutare lo sviluppo dell'istruzione, delle biblioteche popolari. Il corso primario, invece, viene diviso in due anni; vengono date le disposizioni per il personale addetto all'insegnamento elementare, ai due ispettori ai quali spetta uno stipendio di Lire 1.800 per ciascuno, le regole per l'iscrizione degli alunni e la formazione della statistica. Infine, il Consiglio si dichiara estraneo all'istituzione religiosa, lasciandone la cura e la responsabilità alle stesse famiglie degli studenti.
