Monumento ai Caduti Partigiani delle Fosse di San Ruffillo
Il monumento dedicato alla memoria dei 120 trucidati dai nazifascisti alle Fosse di San Ruffillo nasce dall'iniziativa spontanea dei lavoratori, coordinati dalla sottosezione Anpi "Vittorio Vanelli", via Paolo Costa n. 28, segretario Triestino Mazzanti.
Il Cippo marmoreo viene inaugurato domenica 22 settembre 1946 all'interno della Stazione ferroviaria di San Ruffillo, luogo dei massacri e dove, a quella data, sono stati riesumati 120 corpi.
La cerimonia ha inizio alle 9 con un corteo che parte da Chiesa Nuova e che vede alla sua testa le bande, i vessilli dell'Anpi, Cumer, Partito socialista, Partito comunista, 7a Gap, Bianconcini, Lupo ed altre formazioni partigiane. Seguono le autorità con il sindaco Giuseppe Dozza e gli assessori Nino Samaja e Paolo Fortunati. Il corteo si mescola alla folla già presente alla stazione, dove un picchetto dell'Esercito rende gli onori e presenta le armi quando il cippo viene scoperto.
La cerimonia è semplice e raccoglie una gran folla che partecipa commossa.
Raffiche di mitra sono sparate nell'aria limpida per rievocare il tragico momento dell'eccidio ed il parroco di San Ruffillo, don Ettore Melega, benedice il monumento e celebra la Santa Messa su un piccolo altare da campo.
Seguono le commemorazioni dello stesso parroco, di Nino Samaja a nome dell'amministrazione comunale e del Psiup, di Paolo Fortunati a nome dell'università e del Partito comunista, del colonnello Clivio a nome del generale Cerica, di un rappresentante della città di Castelfranco Emilia, paese di origine di 34 dei fucilati, di un rappresentante dell'Anpi di Modena e di uno dell'Associazione antifascisti e perseguitati politici.
Conclude la cerimonia Antonio Meluschi, comandante di brigata partigiana che parla a nome dell'Anpi provinciale di Bologna.
L'epigrafe:
"In queste fosse / rosse di sangue innocente / risuona / dalla voce dei martiri / grande l'Italia / nel sacrificio / e nella fede / riposano uniti / ammonendo i vinti / che negarono libertà / ed amore / 22.9.1946".
Il 26 aprile 1967, nel corso della seduta del consiglio comunale, viene intitolata ai Caduti di San Ruffillo l'area alla confluenza tra la via Toscana e la via Ponchielli.
Il 25 settembre dello stesso anno, il cippo marmoreo del 1946 è trasferito dall'interno della Stazione nella Piazza dedicata ai martiri delle fosse di San Ruffillo.
Motivazione del trasferimento sono alcune opere ferroviarie di ampliamento per la costruzione di una sottostazione di conversione nell'area in cui è collocato il cippo, che viene ad ostacolare la realizzazione dei lavori.
L'Anpi, in qualità di proprietaria del monumento, di concerto con la direzione delle ferrovie dello Stato di Bologna, accoglie la richiesta di trasferimento fuori dalla proprietà delle ferrovie ed il cippo trova la sua nuova collocazione nel giardino di proprietà comunale, vicino alla via Toscana. In occasione di tale evento viene redatta una convenzione tra Comune e ferrovie e ne troviamo traccia in una delibera dove si parla di rimozione e di successiva ricostruzione del Monumento ai Caduti partigiani.
(Delibera di giunta, n. 892 del 20 giugno 1967)
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