Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in visita ufficiale a Bologna in occasione del Centenario della morte di Giosue Carducci riceve dal Sindaco Sergio Cofferati la cartella contenente la riproduzione degli interventi di Carducci consigliere comunale curati dall'Archivio Storico.
Giosue Carducci Consigliere
“Venni povero giovine, oscuro e trepidante: ma la città con serena accoglienza mi abbracciò […] Trovai nella città amici savi e animosi che ora mi spronarono ed or mi contennero: trovai anzitutto quello che il vostro vecchio scudo generosamente promette e la città ringiovanita lealmente mantiene: Libertas.”E a Bologna, “sua patria seconda”, per lunghi anni il grande poeta vive e pratica questa cittadinanza partecipando al governo della città. Giosue Carducci entra in Consiglio comunale a seguito delle elezioni parziali del 25 luglio 1869 che provvedono alla sostituzione di undici consiglieri e vi rimane fino al 13 luglio 1872. Ritorna nuovamente a seguito delle elezioni parziali del 13 giugno 1886 e vi resta ininterrottamente fino al 1902. Nelle elezioni del 21 novembre 1889 Giosue Carducci risulta primo tra gli eletti, “il che gli procura la più nobile consolazione della sua vita” e, come presidente anziano, pronuncia il discorso di insediamento della sessione elettorale, dove il suo pensiero si esprime e si concretizza nell'auspicio di un progresso civile ed umano attraverso la visione di una città diversa, moderna e funzionale, che cresce anche culturalmente, migliorando il livello di istruzione e di educazione del popolo.
“Alle funzioni della vita moderna, alla popolazione crescente, al commercio, all’industria, all’igiene, furono aperti o delineati altri sbocchi, altri spazi; e bisogna fare una città, direi quasi nuova.” È un discorso programmatico che riassume il pensiero carducciano e ne riflette la volontà di intervenire anche radicalmente nei processi di cambiamento sociale. Queste le sue parole:
“Non vincitori dunque né vinti. Io qui veggo e saluto una eletta di cittadini che rappresentano la tradizione storica, il valore intellettivo e morale, la forza economica e industriale del popolo di Bologna, obbedienti tutti a un dovere, al dovere di cooperare, ciascuno secondo le sue forze e i suoi convincimenti, al bene del Comune. Il Comune unifica e non divide, - fu un nobile detto, e sarà, spero, un nobile fatto, nei procedimenti di questo Consiglio, dove la provata esperienza riceverà nuovo impulso dall’illuminata operosità.”
Cittadino d’onore, Giosue Carducci è legato a Bologna da un profondo legame ed i loro due nomi “andranno sempre indissolubilmente congiunti”. Con il conferimento della cittadinanza onoraria nel 1889, il Consiglio onora il Poeta e il cittadino e a nome di tutta la popolazione, “che di recente ha dimostrato con quale conto lo tenga eleggendolo al posto di consigliere con insospettato numero di voti”, lo investe del massimo riconoscimento cittadino, perché “sul nome di Carducci si può dire che non vi fu divisione, poiché Bologna lo ama nella sua qualità di poeta civile (presa questa parola nel più nobile senso) e Carducci la ricambia di pari affetto, si che a più riprese ha dato prova adoperandosi per la sua grandezza e il suo bene”. In Consiglio uno scanno porta inciso il suo nome e ne ricorda l’attività di consigliere sui temi riguardanti l’istruzione, l’educazione del popolo, l’università e in generale l’intera attività amministrativa municipale.
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