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Antonio Zannoni. Il Centenario della nascita

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Il 29 dicembre 1933, in occasione del centenario della nascita di Antonio Zannoni, il Comune di Faenza inaugura una lapide a ricordo sulla casa dov'è nato in Via Santa Maria dell'Angelo, al numero 15. La cerimonia prosegue con una commemorazione nel Municipio di Faenza, dove Attilio Muggia, discepolo e collega di Zannoni, tiene una prolusione.

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Persone

Antonio Zannoni nasce a Faenza il 29 dicembre 1833. Nel 1859 si laurea all'Università di Roma in filosofia e matematica...

Storie

Nel 1868, sotto la direzione dell’architetto Antonio Zannoni, il palazzo viene ristrutturato in perfetta consonanza con il rigore della facciata cinquecentesca prospiciente via d’Azeglio, ma il lato più interessato alla trasformazione urbanistica è quello sua via Farini, dove viene introdotto l’elemento architettonico del portico per dare linearità all’edificio, in rapporto alle esigenze di ampliamento della via e del conseguente arretramento di alcune parti.
Bibliografia degli scritti di Antonio Zannoni presenti nella Biblioteca dell’Archiginnasio, nella Biblioteca Universitaria di Bologna, nel catalogo on line (OPAC) del Polo bolognese, nel catalogo nazionale on line (OPAC) SBN e nel Catalogo dei libri italiani dell'Ottocento (1801-1900) = Catalogue of nineteenth century Italian books (1801-1900), Milano, Bibliografica, 1991, a cura di Maurizio Avanzolini.
Il 23 agosto 1869, nel Chiostro delle Madonne viene casualmente scoperta una tomba etrusca “a cista” in bronzo, contenente ossa combuste e suppellettili funebri.
Antonio Zannoni, ingegnere dell'Ufficio tecnico ed incaricato della direzione dei lavori del Cimitero della Certosa, intuisce che il ritrovamento è parte di una vasta necropoli; ottiene l'autorizzazione e i mezzi per poter procedere agli scavi che proseguono esplorando il Campo degli Spedali.
Antonio Zannoni muore a Certolo, vicino a Bologna, il 17 agosto 1910. Figura straordinaria di studioso al servizio della città in diversi campi della conoscenza scientifica, Antonio Zannoni contribuisce in modo determinante alla formazione della Bologna post-unitaria.
Molteplici sono i meriti attribuiti ad Antonio Zannoni, tra i quali ricordiamo: la riapertura dell'antico acquedotto romano, la progettazione della ferrovia direttissima tra Bologna e Firenze, le scoperte archeologiche, i numerosi interventi architettonici, l'attività di insegnante dell'algebra e della geometria.
Le opere di Antonio Zannoni costituiscono un contributo fondamentale alla formazione culturale, sociale e civile del nuovo stato italiano e la loro portata innovativa ben si inserisce all'interno delle celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia.
In un’epoca in cui il Comune di Bologna si distingue per il fiorire dell’attività edilizia anche a scala urbana, nel 1861 nel centro cittadino fu individuato quasi per caso, durante la realizzazione di alcuni lavori, un tratto di un antico condotto dell’acquedotto romano. Si interessò particolarmente al caso un giovane ingegnere da poco assunto dal Comune, Antonio Zannoni che, grazie all’appoggio dell’ingegnere capo Coriolano Monti, che lo volle al suo fianco nella struttura tecnica comunale, con ardore intraprese una lunga ricerca per rintracciare l’originale percorso del condotto romano.
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